Il 12 Novembre il confronto in TV dei magnifici 5 è stato molto civile.
Spero che i tanti che pure non voteranno per Renzi si toglieranno dalla testa l'idea di avere a che fare un "fascistoide" che va "contro le regole", così come lo ha etichettato il giornale di partito, L'Unità.
Spero che i tanti che pure non voteranno per Renzi si toglieranno dalla testa l'idea di avere a che fare un "fascistoide" che va "contro le regole", così come lo ha etichettato il giornale di partito, L'Unità.
Ha idee diverse da loro, ma rivendica il diritto di stare a testa alta in un Partito che si chiama Democratico non a caso. Nel merito, alcune differenze sono da sottolineare.
Io ho scelto il 25 ottobre alle primarie voterò Matteo Renzi .
Perchè che è l'unico modo per affermare che un futuro per L'italia è possibile, ADESSO!
Ecco la sintesi dell'intervento direttamente dalle parole di Renzi:
- sono per l'abolizione del finanziamento ai partiti. Ogni centesimo dato ai partiti è uno sfregio al referendum promosso dai radicali e votato dai cittadini. Si può fare politica in modo diverso. E noi lo stiamo dimostrando (siamo - tra l'altro - a quota 138.000 euro di contributi raccolti dai cittadini in questa campagna elettorale. Serve ancora dire che si può fare politica in modo diverso e trasparente? E naturalmente abbiamo messo online non le voci di spesa, ma le fatture. Il che è ben diverso...).
- sono per dieci ministri, di cui la metà donna. Ieri curiosamente su questo mi hanno rimbrottato alcuni parlamentari. Ma se lo ricorderanno che la Bassanini, cioè una legge dello Stato, prevede 12 ministri e che tutte le volte sforano non perché sia necessario ma perché non riescono a contenere gli appetiti? Non vorremo mica tornare al Governo Prodi con oltre 100 tra ministri e sottosegretari perché dovevamo dare uno sgabello a tutti i partiti e partitini? Sono antipolitico io a dire che si può fare con dieci o è antipolitico chi tutte le volte moltiplica i costi e i posti della politica?
- sono per un Paese che premi il merito. Un Paese dove si trova lavoro perché si conosce qualcosa, non perché si conosce qualcuno. Un Paese dove la scommessa sul capitale umano stronchi la cultura della raccomandazione.
- sono per una norma chiara sul conflitto d'interessi. E ancora non mi spiego perché chi poteva farla, non l'ha fatta. E poi si lamentano del berlusconismo...
- sono per riformare il fisco rendendolo più semplice: basta con la logica del terrore di Equitalia, ente costruito dai governi di destra e da quelli di sinistra che si è dimostrato forte coi deboli e debole coi forti. Rovesciamo l'impostazione. E quando qualcuno dice: facciamo comeHollande, vorrei ricordare che in Italia le persone che dichiarano sopra il milione di euro sono solo 796. Anche portando al massimo l'aliquota si otterrebbero briciole. Non facciamo demagogia, vi prego. Parliamo di cose concrete. E andiamo a far pagare le tasse a chi non l'ha mai fatto, incrociando le banche dati, non svolazzando sugli slogan.
- sono per creare lavoro partendo dalla constatazione che chi ha governato ci lascia un Paese non fondato sul lavoro ma affondato sulla rendita. A partire dalla vergogna del lavoro femminile (più volte durante il viaggio in Italia ho presentato questa slide che ho citato anche ieri). Per creare lavoro occorre fare le cose che loro non hanno fatto: semplificare la burocrazia, riformare la giustizia, cambiare le regole del gioco secondo il modello della flexsecurity e del contratto unico a tutele progressive. E basta con la logica di migliaia di articoli: ne bastano 59, quelli che stanno dentro il progetto di Codice del Lavoro firmato da Pietro Ichino.
- sogno per i miei figli un'Europa che non si occupi solo di spread ma di servizio civile obbligatorio. Che elegga direttamente i propri vertici. Che abbia una Banca Centrale che pensi alle famiglie e alle imprese, non solo alle banche e ai tecnocrati. Un'Europa che abbia un'anima. Un'Europa che ci veda spendere bene i suoi soldi. Ma anche un'Europa che non sia così ottusa da bloccare gli interventi a favore dei terremotati.
- sogno diritti civili come in tutti i Paesi civili. E doveri privati. Civil partnership, ius soli per cui chi nasce qui è italiano, asili nido. E nel mio pantheon inserisco Nelson Mandela, che ho avuto la fortuna di conoscere personalmente qualche mese fa (qui il link all'articolo) eLina Ben Mhenni, la ventiduenne tunisina che con il suo blog ha contribuito a dare il via alla primavera araba e che ancora oggi continua la sua battaglia a favore della libertà e delle donne tunisine.
- sogno di non inseguire il voto dei moderati in conto terzi. Gli stessi che si lamentavano di me quando volevo prendere il voto dei delusi del centrodestra oggi sognano l'accordo con Casini. Ma che senso ha? Se siamo credibili non abbiamo bisogno di qualcuno che intercetta il voto moderato per noi. Sincero sostenitore del bipolarismo quale sono, penso che non serva Casini. Servono le idee e la credibilità per parlare anche agli altri. Poi - lo so - c'è chi dice che se vinco io salta il centrosinistra: la nota profezia di Massimo D'Alema (qui il video). Ma io non credo alle profezie dei Maya, figuriamoci se credo alle profezie di D'Alema.
- sono per un sistema culturale in cui la scuola sia il caposaldo di tutto. E dove internet, cultura, green economy non siano solo fattori identitari ma occasione di creazione di posti di lavoro. Ne abbiamo parlato anche a Milano in questo incontro con i Comitati locali eErmete Realacci
- sogno di affidare il Paese a una classe dirigente nuova perché quella di prima ha fallito. E perché noi abbiamo offerto idee, proposte e speranze nuove. I cittadini non hanno alibi. Possono decidere. Adesso!
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