condividendo le premesse della mozione (1-2013 16.1.2013) il mio intervento vede un
percorso che parte dall’analisi del problema e poi accenno a delle
proposte per prevenire i suicidi e diminuire il disagio giovanile. (Emendamento 20.10.2014 vedi in fondo)
il 23 ottobre qui a Pordenone c’è stata la presenza del dott
Maurizio Pompili Responsabile del Servizio per la Prevenzione del
Suicidio di fama nazionale che ricevuto anche un riconoscimento
proprio dal Ministero delle politiche giovanili .
Il suicidio, nell’ambito della salute pubblica, è un grave
problema che potrebbe essere in gran parte prevenuto; costituisce la
causa di circa un milione di morti ogni anno, con costi stimabili in
milioni di euro, secondo quanto indicato dall’Organizzazione
Mondiale della Sanitá. I dati statistici ci dicono che muoiono più
persone a causa del suicidio che per i conflitti armati di tutto il
mondo e per gli incidenti automobilistici. In tutte le nazioni, il
suicidio è attualmente tra le prime tre cause di morte nella fascia
di età 15-34 anni, infatti, pur riguardando tutte le fasce di età,
a tutt’oggi è un fenomeno che interessa maggiormente i giovani.
Quindi è importante che ci si impegni nella lotta contro il
suicidio, promuovendo la consapevolezza e migliorando gli interventi
e le tecniche preventive. Ogni individuo può fare qualcosa per
aiutare a ridurre il numero delle persone che considerano il suicidio
come soluzione al loro dolore mentale.
La maggior parte degli individui emette chiari segnali inerenti alla
loro intenzione suicida, ma spesso gli altri non colgono il
significato di tali messaggi, oppure non sanno come rispondere alla
loro richiesta d’aiuto.
Coloro che perdono un loro caro a causa del suicidio, rimangono a
lungo traumatizzati e sono anch’essi a rischio di suicidio.
Dove c’è un suicidio ci sono, più o meno, 6 o 10 soppravissuti
che hanno sperimentato un evento traumatico di enorme portata. I
Sopravissuti sono candidati ad uno stress che avrà pesanti
conseguenze sul funzionamento individuale, relazionale, sociale e
lavorativo.
E’ stato evidenziato come il dolore di aver perso un caro per
suicidio sia insidioso e pervasivo, tanto da devastare intere
famiglie, con ulteriori casi di morte per tale causa.
La psichiatria americana considera il trauma derivante dalla perdita
di un caro per suicidio “catastrofico”, come quello di
un’esperienza fatta in un campo di concentramento.
Uno dei problemi più grandi legati al suicidio è lo stigma, ossia
un marchio che è associato a coloro che hanno tentato il suicidio o
alle persone che hanno perso un caro per suicidio.
Solitamente le persone che affrontano un lutto sono comprese e
ricevono compassione, nonché sostegno; non si può dire lo stesso
per coloro che hanno perso un caro per suicidio
I soppravissuti sono persone che si sentono colpevoli per non essere
stati presenti in quel momento, per non aver capito, per non aver
impedito, per non aver chiesto aiuto, per non aver visto.
Quanti sono nella provincia di Pordenone?
38 casi di suicidio e 122 tentativi
Quanti sono i sopravissuti: 1000 persone in provincia di Pordenone.
Attualmente ⅔ dei suicidi non è venuto a contatto con i servizi e
con figure capaci di aiutarlo.
Si comprende la sfida della prevenzione del suicidio dovrebbe essere
intrapresa dalla collettività. Gli addetti alla salute mentale e
tutti gli operatori che entrano in contatto con la popolazione
generale, per fornire servizi di assistenza, consulenza e supporto,
dovrebbero essere coloro che veicolano informazioni chiare e precise
sul riconoscimento e sulla gestione del soggetto suicida.
Il recente convegno ha rinforzato la collaboraziontre PS e DSM
Le risorse finora in campo permettono di monitorare l’argomento ma
non di affrontarlo.
Ora riparto sull’altro fronte che è il disagio giovanile . Il
giovane è distante dalla nostra comprensione ed ho trovato che la
Dodicesima Indagine Nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e
dell’Adolescenza di Telefono Azzurro ed Eurispes, fornisce una
fotografia degli atteggiamenti, delle idee e dei comportamenti di
bambini e adolescenti, individuando le trasformazioni avvenute
nell’ultimo anno e cogliendo i più recenti trend della vita dei
giovani italiani.
Oltre ai 1.496 ragazzi tra i 12 e i 18 anni, sono stati infatti
ascoltati anche 1.266 genitori con l’intento di fornire un quadro
il più possibile esaustivo sulla condizione dei più giovani e di
indagare luci e ombre del rapporto genitori-figli.
quindi si indgano Famiglia, media e nuove tecnologie, tempo libero,
scuola, comportamenti a rischio, bullismo e cyberbullismo
Mi sono meravigliato anch’io nel leggere questi dati.
Ve ne cito alcuni
emerge che il 20% dei ragazzi ha un piercing, vale a dire 1
adolescente su 5.
Un minor numero di ragazzi ha invece deciso di disegnare sul proprio
corpo almeno un
tatuaggio (7,5%)
Sono presenti notevoli comportamenti a rischio:
il 28,4% dichiara di ubriacarsi; l’8,5% dei ragazzi dichiara di
essere venuto alle mani con qualcuno e il 5,1% afferma di essere
andato in giro con un coltello Infine, un significativo 12, 8%
ammette di consumare rapporti sessuali senza alcuna protezione
Sono appassionati utilizzatori di sms
: ben il 54,6% tra i 16-18enni degli intervistati invia oltre 10 sms
al giorno, Ciò che cattura l’interesse dei giovani è la
comunicazione via chat: 24,8% l’attività dei ragazzi frequenta le
chat, da 3 a 5 volte al giorno.
Al crescere dell’età, i ragazzi trascorrono meno tempo di fronte
alla Tv
il 39,7% dei ragazzi VEDE 1 O 2 ORE DI TV
, contro il 3,6% 4 ore al giorno
Di contro, l’utilizzo del cellulare, computer e Internet cresce
insieme all’età:
Per il cellulare (38,3%) dei ragazzi di 16-18 anni lo adopera più di
4 ore al giorno
Ecco l’intento dell’emendamento è di considerare quanto detto e
cercare di coordinare gli attori e le azioni fin qui svolte su
entrambi i fronti.
I fattori di protezione individuati dall’oms sono rappresentati da
buoni rapporti familiari, una buona stima di se,
l’integrazione sociale , per esempio attraverso lo sport ,
associazioni religiose, circoli, buoni rapporti a scuola e a lavoro,
buone relazioni con insegnanti e superiori.
Proverò a riportare alcuni spunti diretti soprattutto sulle buone
prassi già svolte ma forse un pò assopite.
- una formazione trasversale dei soggetti che ruotano attorno ai ragazzi è obbligatoria che va stimolata e monitorata non occasionale… un aggiornamento continuo.
- riporto l’esperienza positva del 2004 sulle attività nate dal “ protocollo d’intesa per la promozione della Salute mentale e la prevenzione del suicidio” che ha istituito una conferenza permamente tra prefettura e gli attori coinvolti. Tante sono le azioni concrete: L’osservatorio dei suicidi, il ricoverero per coloro che compiono il gesto, iniziative rivolte verso la scuola e i progetti giovani, la formazione, il coinvolgimento delle risorse di comunità ( associazioni di Volontariato, club degli alcolisti anonimi, dalle caritas parrocchiali)
- Gli enti specifici del disagio giovanile hanno trovato molto positiva l’esperienza degli educatori di strada che sono riusciti a fare quel ponte che manca verso le istituzioni.
- Altre presenze di educatori di strada ci sono nel quartiere sud e cercano di animare la rete sociale anche su questo fronte va dato un rilancio.
- ambito di Azzano è positivo il Monitor DisAgio è un gruppo di 5 psicopedagogiste che svolgono funzione di consulenza ed analisi delle difficoltà scolastiche, operano su richiesta delle insegnanti forniscono alcune indicazioni alle stesse per affrontare le fragilità emerse ed eventualmente indicano alle famiglie la necessità dell’invio al servizio specialistico.
Di lavoro c’è ne tanto invito a rivalutare le esperienze fino ad
oggi svolte e riprendere quelle che hanno portato buoni risultati.
Grazie per
l’attenzione.
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20 ottobre 2014
OGGETTO:
Emendamenti riguardo la
mozione n 1- 2013.
Gentili Colleghi,
I sottoscritti gruppi consigliari del PD e della LISTA Bolzonello-
Il Fiume e Vivo Pordenone condividendo le premesse della mozione n
1-2013 chiedono di emandare il testo negli impegni rivolti al Sindaco
e Giunta.
Si invita a sostituire il punto “- Il Sindaco e la Giunta a
realizzare , in sintonia ed in collaborazione con i dirigenti
scolastici, uno sportello di ascolto psicologico all’interno dell e
scuole cittadine, aperto alle ragazze ed ai ragazzi, alle famiglie ed
alla comunità con cui interagiscono.” con :
- Il Sindaco e la Giunta a realizzare, azioni concrete per creare rete tra politiche sociali del Comune ed altre istituzioni, Azienda Sanitaria ( nei servizi quali l'osservatorio suicidi, il consultorio, la neuropsichiatria infantile, il DSM , il Dipartimento di prevenzione) Istituiti scolastici e associazioni sportive e di volotariato per ascoltare ed intercettare I disagi dei giovani ed adulti, guardando ad esempi virtuosi quali: lo sportello sociosanitario sensibile ai problemi emergenti degli adolescenti, lo sportello di ascolto psicologico all'interno delle scuole cittadine, I gruppi di pari, I gruppi di auto -mutuo-aiuto. Iniziando da percorsi di formazione continua sui campanelli d'allarme” del siagio negli adolescenti.
Cordialmente
Marco Bonazza, Mario Bianchini, Roberto Freschi
in rappresentanza dei gruppi Partito Democratico - il Fiume - Vivo
Pordenone

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