mercoledì 9 novembre 2011

Immigrazione come fare l'integrazione?

Cari cittadini metto a disposizione il mio intervento che ho tenuto lunedì 8 novembre 2011 durante il consiglio comunale.

L'argomento è stato introdotto dal consigliere comunale Giovanni Zanolin




Mozione n. 7/2011 icon





Corsi di formazione teologica rivolti a persone che svolgono funzioni di ministri di culto - Imam. PROPONENTI: Zanolin, Pasut







L'assessore Romor ha dato una risposta con molte nozioni legislative in materia che mettono a fuoco le diverse criticità sull'argometo.

Sono intervenuti anche due della Lega con Principi idealogici e senza riportare il lavoro svolto da Maroni competente in materia, e due del PDL.



Ecco il mio intervento:





Grazie della parola Presidente, ringrazio anche L'assessore Romor per aver ben inquandrato dal punto di vista normativo la materia.

Care consigliere e consiglieri l'argomento portato in discussione dai colleghi Pasut e Zanolin chiede un' attenzione particolare, visto che in città l' 16 % della popolazione residente è immigrata con diverse fedi professate.



La comunità islamica è da diversi anni presente in città  ritengo che la sede adibita a centro culturale islamico abbia migliorato le condizioni di base di convivenza con i pordenonesi.
Noto con soddisfazione dalla stampa, che l'attuale direzione del centro è attenta al rispetto verso le altre religioni e continuano segnali e occasioni di confronto ed apertura con le persone autoctone, disponibili a capire questa religione.

Il partito democratico si riconosce nelle premesse della Mozione, ma solleva al tempo stesso, diverse perplessità sugli impegni che  deve intraprendere il comune nell'accettare la delibera.

Provo ad elencare queste nostre perplessità  in base ai punti proposti in delibera:

Al punto 1 e punto 3 osserviamo che questa amministrazione, ed anche la precedente,  è sempre stata in dialogo con i ministri di Culto che si sono presentati, anche senza riconoscimento Ministeriale.

Per quanto riguarda il punto 2 condividiamo che l'attività di riconoscimento Ministeriale è un tassello, che forse non funziona per il meglio, ma garantisce una uniformità su tutto il territorio nazionale e pertanto deve essere ben normato e gestito dal livello nazionale e non in autonomia dal comune.

Riconosciamo la carta dei valori come un tassello importante per iniziare un dialogo chiaro con tutte le comunità religiose, un confronto tra la cultura italiana e L'immigrato che arriva nel nostro territorio.

La Carta, che nasce da un percorso avviato dal Ministro Amato a metà del 2006, ha l´obiettivo di enunciare valori e principi validi per tutti coloro che desiderano risiedere stabilmente in Italia, di qualsiasi gruppo o comunità facciano parte, di natura culturale, etnica o religiosa.

Le sette sezioni che compongono il documento fanno riferimento alla Costituzione italiana e alle Carte europee e internazionali sui diritti umani. Riguardano in particolare: i fattori identitari della comunità italiana; l'eguaglianza dei diritti e dei doveri e la dignità della persona sia uomo che donna; i diritti sociali, il lavoro e la salute; la scuola, l'istruzione e l'informazione; la famiglia e le nuove generazioni; la laicità e la libertà religiosa; l'impegno internazionale dell'Italia.

La Carta non può essere imposta ai cittadini: ma chi vuole aderire lo può fare. Non ha valore “vincolante” o di atto normativo, ma potrebbe accompagnare il processo d'integrazione e il percorso per la cittadinanza degli immigrati che anche recentemente sta tornando di attualità a livello nazionale.
Nel documento c'è la massima apertura che non è però un multiculturalismo acritico, ma viene ricondotto a principi ben saldi e, proprio perché aperti, ancor più vincolanti.
Il Consiglio scientifico  ha proceduto  anche mediante incontri consultivi con esponenti delle associazioni ed organizzazioni operanti nel mondo delle comunità immigrate, con esponenti delle diverse confessioni ed organizzazioni religiose, con i componenti della Consulta per l´Islam italiano, che, aderendo alla Carta dei valori, intendano partecipare, nella propria autonomia, alla diffusione e attuazione della Carta.

( testo intregale
http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/sezioni/sala_stampa/notizie/immigrazione/2007_04_23_app_Carta_dei_Valori.html )


5 - Promuovere  di  corsi di formazione oltre a quelli di italiano, già presenti nelle nostre scuole, porta ad aprire diversi quesiti: quali enti coprirebbero gli oneri? come scegliere i formatori delle singole religioni? quale bacino è necessario per garantire un corso del genere? Chi accede ai corsi ha una buona adesione ai principi che guidano quella religione? chi li attesta? attualmente se c'è una sperimentazione in Piemonte sarebbe bene conoscerla più a fondo prima di replicarla.


Consapevole che la materia è complessa, ma viste le criticità della mozione presentata, Il Partito Democratico si unisce alle valutazioni della giunta ed esprime un parere critico.

Invita a cogliere i numerosi spunti positivi di lettura di questa realtà ed ad approfondirli nelle sedi più opportune quali L'osservatorio degli immigrati, la coferenza dei ministri di Culto ed  in terza commissione.

Grazie per l'attenzione.

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