lunedì 25 aprile 2016

Microcredito a Pordenone

Intervento 18 aprile 2016

Grazie Presidente della parola,

Il mio breve intervento vorebbe far porre al Sindaco, alla giunta , ai consiglieri agli ospiti in qualità di tecnici e a tutti quelli che ci ascoltano tre considerazioni sulla bontà di questo progetto.

La prima considerzione parte dai dati istat che osservano nel 2013 6 milioni di residenti in italia pari al 9,9 % in condizioni di povertà assoluta, che dal 2007 sono raddoppiati, adesso sembra che la curva si sia stabilizzata.
Una diffusione della povertà superiore a quella conosciuta in passato, dunque caratterizzerà il nostro Paese negli anni avvenire. Tutti gli studiosi riferiscono che la ripresa sarà lenta e sarà difficile arrivare ai livelli pre-crisi.
Dal “bilancio della Crisi” un documento nato per stimolare il dibattito sulla povertà redatto dalla Caritas Italiana si apprende che Italia e Grecia nel 2007 non avevano strumenti per aiutare questo settore. Il livello nazionale ha iniziato a sperimentare ed addottare degli strumenti il bilancio mette nero su bianco gli effetti rispetto alla povertà e giunge alla conclusione che sono stati interventi non efficaci.

Recentemente anche sollecitato dall'Alleanza contro la povertà in Italia di cui fa parte la Caritas, le ACLI, Action Aid, Cisl, fondazione Banco Alimentare, Save the children alcuni professori dell’università di cattolica di Milano , Modena, ed Emilia Romagna.

Il governo ha approvato a fine gennaio il disegno di legge delega di contrasto alla povertà, dopo il via libera del Parlamento ed entro 6 mesi arriveranno i decreti attuativi.

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha dichiarato il via al reddito minimo.

Nascerà nel 2017 anche in italia un sostegno al reddito pari a circa 320 euro al mese per un milione di poveri, accompagnato da un piano per la loro inclusione sociale.

La risposta a livello regionale ha avviato il reddito di Base, il sostegno è partito e sicuramente chiederà delle tarature ma mi sembra che sia la direzione giusta che aiuterà il livello nazionale

La seconda considerazione nasce dal fatto che il Premio Nobel per la pace 2006 è stato assengato a MUHAMMOD IUNUS
Verso la metà del 1974 il Bangladesh fu colpito da una violenta inondazione, a cui seguì una grave carestia che causò la morte di centinaia di migliaia di persone. Il paese è periodicamente devastato da calamità naturali e presenta una povertà strutturale in cui il 40% della popolazione non arriva a soddisfare i bisogni alimentari minimi giornalieri. Fu in quest'occasione che Yunus si rese conto di quanto le teorie economiche che egli insegnava fossero lontane dalla realtà. Decise, dunque, di uscire nelle strade per analizzare l'economia di un villaggio rurale nel suo svolgersi quotidiano. La conclusione che egli trasse dall'analisi fu la consapevolezza che la povertà non fosse dovuta all'ignoranza o alla pigrizia delle persone, bensì al carente sostegno da parte delle strutture finanziarie del paese. Fu così che Yunus decise di mettere la scienza economica al servizio della lotta alla povertà, inventando il microcredito moderno.
Il suo primo prestito fu di soli 27dollari, che prestò ad un gruppo di donne del villaggio di Jobra (vicino all'Università di Chittagong), che producevano mobili in bambù. Esse erano costrette a vendere i prodotti del loro lavoro a coloro dai quali avevano preso in prestito le materie prime ad un prezzo da essi stabilito. Questo riduceva drasticamente il margine di guadagno di queste donne e le condannava di fatto alla povertà. D'altra parte, le banche tradizionali non erano (e non sono) interessate al finanziamento di progetti tanto piccoli che offrivano basse possibilità di profitto a fronte di rischi elevati. Soprattutto le banche non avevano alcuna intenzione di concedere prestiti a donne, tanto più se non potevano offrire garanzie.
Ora c'è una banca che ha erogato più di 5 miliardi di dollari ad oltre 5 milioni di richiedenti.

La terza considerazione parte dal fatto che il progetto qui da noi parte ora per intercettare un settore che non viene ascoltata dalle banche.

L’esclusione dall’accesso al credito e agli altri servizi finanziari è sempre più riconosciuta come uno dei principali ostacoli alla riduzione della povertà e allo sviluppo umano. Tra l’80 e il 90 per cento della popolazione mondiale è esclusa, a vario titolo, dall’accesso ai servizi finanziari. In Italia, secondo l’ultima stima della Banca Mondiale, il tasso di esclusione arriva al 25% della popolazione, una delle quote più elevate dell’Unione Europea.    
Da trent’anni il microcredito e la microfinanza stanno operando una «rivoluzione» nelle possibilità di accesso ai servizi finanziari e nell’approccio al rischio bancario, rivelandosi strumenti attraverso cui è possibile ampliare la platea dell’inclusione finanziaria e sociale. Le esperienze internazionali sottolineano che la microfinanza deve poter "rendere bancabile il non bancabile". Quest’approccio è condivisibile anche nel contesto italiano, a patto di essere opportunamente declinato e precisato.
Penso che i soggetti coinvolti in fase di progettazione siano ricchi d’esperienza e hanno saputo ben calibrare la Fondazione per il difficile compito d'avviare nella nostra società il microcredito. Massimo sostegno all'iniziativa compiuta dall'amministrazione.
Grazie per l'attenzione.

File Proposta n. 14/2016 – 614.7 kB
FONDAZIONE PER IL MICROCREDITO. Relatore: ROMOR

Nessun commento: